lunedì 30 novembre 2015

L'auto rispecchia se stessi?

A dare prova di quanto detto ci sono i dati emersi dallo studio europeo 
 

In un’epoca in cui l’automobile sembra stia perdendo sempre di più il suo fascino di bene di consumo per esprimere la personalità dell’automobilista, in Italia l’autovettura rappresenta uno dei principali status symbol e lo rimarrà anche in futuro.
GFK, una fonte attendibile di informazioni sui mercati ed i consumatori.
Il 46,5% degli italiani sono, e rimarranno, convinti che l’automobile non rappresenta solo una scatola di lamiera, ma al contrario rappresenta il mezzo con cui possiamo dire qual è il nostro ruolo all’interno della società e con cui gli automobilisti instaurano un vero e proprio legame affettivo.
La ricerca ha coinvolto un campione di 8.811 persone fra i 18 e i 65 anni in Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Spagna. Per la ricerca è stata posta al campione preso in considerazione una semplice domanda: “tra 25 anni cosa potrà offrirmi l’auto?”. Quasi la metà del campione italiano ha risposto che l’auto sarà sempre in grado di riflettere il loro stato sociale e la loro immagine. Questa risposta rappresenta la percentuale più alta d’Europa.
È importante però fare una precisazione. Questo studio ha messo in evidenza una stretta correlazione fra età e percentuale di risposte:
-Il 43,3% tra i 18 e i 29 anni pensano che anche in futuro l’auto sarà un mezzo di espressione della propria personalità
-Invece, il 22% tra i 60 e i 65 anni ha espresso un giudizio meno legato all’esteriorità e più alla sostanza.

Passando all’auto di oggi, invece, AutoScout24 ha diffuso l’AGPI di novembre, l’indice che misura il costo medio di tutte le oltre 350.000 inserzioni sul in Italia e in Europa per la compravendita online di veicoli. Il dato continua la sua crescita e tocca i 13.351 euro, in aumento dell’1,1% rispetto al mese precedente quando il prezzo si era fermato a 13.209 euro. Podio ancora tutto tedesco e identico a quello di ottobre: in cima alla classifica la Bmw Serie 3, seguita dalla Volkswagen Golf e dall’Audi A4. La vera novità riguarda la parte bassa della classifica che vede il balzo della Fiat Panda che fa il suo ingresso nella top ten e si piazza all’ottava posizione, superando la Fiat 500 che resiste al decimo posto.

Fonte: carrozzeriaautorizzata.com

martedì 27 ottobre 2015

Inverno in Sicurezza: presentati i risultati del protocollo d'intesa ANCI - Assogomma e Federpneus

Nel novembre del 2014 ANCI e Legautonomie Emilia Romagna firmarono il primo protocollo di intesa con Assogomma e Federpneus per migliorare la conoscenza del pneumatico come primo elemento di sicurezza attiva e per favorire i controlli stradali in un'ottica di riduzione dell'incidentalità sulle strade della regione. Il primo progetto pilota previsto dal protocollo, chiamato "INVERNO IN SICUREZZA", ha riscosso grande successo, inquadrandosi perfettamente nel piano nazionale della sicurezza stradale che prevede la sinergia tra soggetti istituzionali pubblici e privati nella realizzazione di iniziative a favore della diffusione di una maggiore cultura della sicurezza e del civile uso della strada. In quest'ottica, nell'inverno 2014/2015, le Polizie Locali hanno effettuato più di 2.500 controlli in 5 province dell'Emilia Romagna (Bologna, Ferrara, Modena, Ravenna e Reggio Emilia), coinvolgendo attivamente un centinaio di agenti che hanno partecipato ai corsi di formazione tenuti a Bologna, Reggio Emilia e Ravenna.

l risultati di questi controlli, elaborati secondo un modello matematico creato dal Politecnico di Torino, sono stati diffusi nel corso di una conferenza stampa tenutasi in data odierna presso la sede di ANCI Emilia Romagna. Nei mesi invernali del 2015, le Polizie locali che hanno aderito al progetto hanno indagato sul loro territorio lo stato di salute dei pneumatici delle vetture in circolazione. Ne è emerso un quadro sconfortante anche alla luce del confronto con le analoghe attività svolte l'anno precedente dalla Polizia stradale durante il periodo pre-estivo. Di tutte le vetture controllate, più di 1 su 5 presentava almeno una non conformità legata ai pneumatici. L'anno precedente erano pari all'8,5%, cioè meno di 1 vettura su 10: in pratica le non conformità si sono più che raddoppiate. La scarsa disponibilità economica delle famiglie, l'incuria e la mancanza di attenzione alla sicurezza stradale, nonché un numero relativo di controlli, sono alla base di questa preoccupante situazione sulle nostre strade. Un dato generale emerso con evidenza:più le vetture sono vecchie più sono alti i dati relativi a gomme lisce, danneggiate e non omogenee. E dire che questo quadro sconfortante è riferito a vetture controllate mediamente più recenti dell'età media nazionale (8 anni e sei mesi contro gli oltre 11 anni).
l controlli sono stati effettuati su strade prevalentemente ad una corsia, come è normale che sia per il traffico locale, dove si trovano a circolare seconde e terze vetture, generalmente più vecchie. Quindi il raddoppio delle non conformità relative ai pneumatici è anche attribuibile all'ambito in cui sono stati fatti i controlli, cioè quello urbano, dove è bene ricordare avvengono la maggior parte degli incidenti stradali, mortali compresi. Reggio Emilia è la Provincia che ha effettuato il maggior numero di controlli, quasi mille. Proprio qui è stato rilevato il numero più alto di pneumatici danneggiati visibilmente: il 6,9% delle vetture indagate contro una media del 5,6%. Questi numeri sono molto preoccupanti perché quasi tripli al dato rilevato nel 2014 dalla Polizia Stradale (2, 1%). Se Reggio Emilia piange, il resto dell'Emilia Romagna certo non ride visto che tutte le province denotano una percentuale di pneumatici danneggiati almeno doppia rispetto ai valori di solo un anno prima. Anche le auto con pneumatici non omologati hanno subito un'impennata passando da poco più di un punto percentuale ad oltre 7 punti percentuali. Una gomma non omologata è un possibile rischio per la sicurezza di chi la monta sulla sua vettura, ma anche per gli altri.
Altro comportamento sconsiderato che emerge (nell'estate del 2014 la Polizia ne aveva rilevati un 2,7%) è il montaggio non omogeneo per asse che qui arriva quasi al 10% (9,5%). Di queste non omogeneità moltissime sono riferite all'utilizzo di due pneumatici estivi sull'asse posteriore e due pneumatici invernali all'avantreno. Questo allestimento è da sconsigliare perché potenzialmente pericoloso. Infatti, se sul dritto la vettura sembra reagire bene, alla prima curva la perdita di aderenza, in presenza di asfalto sdrucciolevole o ancor più se innevato, è assicurata con relativo testacoda anche a velocità bassissime (1 0-15 km/h). Più che raddoppiate anche le non conformità alla carta di circolazione che registrano un 4,8% contro l'indagine precedente che passava di poco i due punti percentuali.
L'unica nota positiva è che in Emilia Romagna gli automobilisti hanno preso coscienza della validità di un equipaggiamento invernale per la loro auto al fine di circolare in sicurezza nei mesi freddi: il 65% dei mezzi controllati aveva pneumatici invernali di cui i due terzi erano con il pittogramma alpino che identifica le gomme adatte a condizioni invernali severe. Il dato è tanto più significativo se si pensa che la maggior parte dei comuni indagati è a pochi metri sopra il livello del mare. In Emilia Romagna si sa, le salite degli appennini sono a pochi chilometri dalla pianura ed in ogni caso sono zone dove la neve arriva copiosa anche al piano, basta solo ricordare i metri di neve caduti solo qualche anno fa.
"La firma del protocollo d'intesa si è dimostrata un'ottima occasione per comprovare come le Polizie Locali siano oggi impegnate su fronti diversi e in modalità professionali sempre più strategiche nell'interesse della collettività regionale -dichiara Gianni Melloni, Direttore di ANCI Emilia Romagna -Al contempo è stata un'opportunità formativa utile a ridefinire gli aspetti tecnici e normativi relativi ai pneumatici, con particolare focus agli invernali.”

l piani nazionali della sicurezza stradale hanno sempre posto in evidenza la necessità di una crescita culturale teorico/pratica come strumento aggiuntivo di diminuzione del fenomeno dell'incidentalità stradale, tenuto conto che l'Unione Europea ha stabilito come obiettivo delle politiche comunitarie la riduzione del 50% delle vittime degli incidenti stradali entro il 2020. "Per questo Assogomma e Federpneus-dichiara Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma -sotto l'egida di PNEUMATICI SOTTO CONTROLLO, da 15 anni sono impegnate in campagne di comunicazione istituzionale per far comprendere l'importanza di quei pochi centimetri di gomma che stanno tra l'auto e la strada e che soprattutto in inverno, quando le condizioni meteo si fanno critiche, diventano indispensabili per una circolazione più sicura e fluida. Attenzione anche a cosa si monta: tutte nere e tonde, ma tra un prodotto ed un altro le differenze possono essere enormi in termini di prestazioni e sicurezza. Il consiglio è quello di chiedere sempre oltre allo scontrino fiscale, anche l'etichettatura che ci rivela con riferimenti oggettivi alcuni fondamentali parametri qualitativi del prodotto. E' bene fare affidamento alle cosiddette marche "Premium" cioè quelle note a tutti perché da sempre presenti sul mercato. La sicurezza non ha prezzo, ma la non sicurezza è un prezzo che si paga molto caro!".

Fonte:pneurama.com

mercoledì 30 settembre 2015

ViaMichelin, sito rinnovato e App on-line

Il mondo della mobilità sta cambiando velocemente. Siamo ormai abituati a studiare l’itinerario in anticipo e con cura, anche per ottimizzare i tempi di viaggio, e a controllare la situazione del traffico sullo smartphone.
Oggi, la nuovissima versione di ViaMichelin fornisce al viaggiatore italiano un’esperienza globale, che va dalla preparazione al viaggio, attraverso il sito web e la sua versione mobile, e la App di aiuto alla mobilità, disponibile per iOs e Android.

Il sito internet è stato completamente rinnovato. La carta geografica è in primo piano. Si parte da lì per creare il proprio itinerario ad hoc grazie alle molte opzioni possibili, e confrontare gli itinerari alternativi in un colpo d’occhio: distanza, tempo di viaggio con informazioni sul traffico in tempo reale, costi. Grazie al Responsive Web Design, il display si adatta a ogni schermo. Dal sito si accede a tutto il mondo Michelin dedicato a hotel, ristoranti, località di interesse turistico.
La App ViaMichelin è gratuita e fornisce carte, itinerari con informazioni sul traffico in tempo reale, navigazione vocale e allerta traffico (code, pericoli, incidenti, lavori), e tutti i servizi disponibili lungo la strada (aree di sosta, hotel, ristoranti). 

Fonte: pneurama.com

venerdì 25 settembre 2015

Bridgestone continua la campagna di controlli gratuiti sui pneumatici

Bridgestone in collaborazione con il network First Stop, continua la campagna autunnale di controlli gratuiti sui pneumatici dedicata a tutti gli automobilisti.
Il prossimo appuntamento è sabato 26 e domenica 27 settembre presso il Centro Sportivo Villa De Sanctis  a Roma, dove il personale del Centro First Stop Dario Bagnoli è a disposizione per misurare gratuitamente la pressione, l’usura del battistrada e fornire utili consigli per la corretta manutenzione dei propri pneumatici.
L’iniziativa punta a sensibilizzare tutti gli automobilisti sull’importanza dei pneumatici - unico sistema di sicurezza a contatto con la strada - e sulla loro corretta manutenzione.

Bridgestone si affida all’esperienza ventennale e alla professionalità di First Stop, la rete di rivenditori indipendenti specializzati nella fornitura di servizi di assistenza per pneumatici e manutenzione auto, presente in Italia con oltre 150 punti vendita distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Il network offre ai propri clienti la qualità dei prodotti Bridgestone, competenza, professionalità e attenzione alla sicurezza del veicolo in ogni situazione.

Fonte: pneurama.com

giovedì 3 settembre 2015

Autoscout 24: l'auto si sceglierà su web ma sopravvive il concessionario

Il mercato dell’auto Usa è in subbuglio per un articolo dell’Economist, “Death of a car salesman” ("Morte di un venditore di automobili”, titolo che fa il verso alla nota commedia di Arthur Miller “Death of a salesman”) nel quale si sottolinea come questa figura tradizionale sarà soppiantata, nella delicata fase di acquisto dell’auto nuova, dal web. Una previsione rafforzata da McKinsey secondo la quale dieci anni fa gli americani visitavano cinque concessionari prima dell’acquisto, oggi in media 1,6. In sostanza il futuro del mercato dell’auto sembra essere online ma i concessionari hanno davvero le ore contate? In Europa la risposta è negativa. Secondo una ricerca condotta da AutoScout24, il sito specializzato nella compravendita di veicoli online, per il 57,3% degli europei l’auto, usata o nuova che sia, nel prossimo futuro si sceglierà sul web ma non si acquisterà con un clic, anzi.
Il 56,3% del campione (1.452 gli italiani), infatti, è convinto che la concessionaria non andrà incontro a un’inevitabile estinzione ma che proprio grazie alla tecnologia si trasformerà. Oltre ai consigli d’acquisto, infatti, il potenziale cliente desidera ricevere informazioni su diversi aspetti come la sicurezza e le ultime novità in campo tecnologico. Il 55,3% degli intervistati ritiene che le concessionarie dovrebbero dotarsi di tecnologie ottiche come l’olografia o adeguati sistemi di proiezione per mostrare tutte le caratteristiche del mezzo in vendita. Il 54,1% immagina che il processo di acquisto resterà inalterato e che alla concessionaria si affiancherà uno showroom virtuale del rivenditore consultabile online.
Diffidenza, invece, in merito alla possibilità di configurare e ordinare la propria auto sul web. Soltanto il 35,9% lo ritiene concepibile. Nel momento in cui la decisione di acquisto diventa concreta il potenziale acquirente predilige il tradizionale approccio di presenza e preferisce “stringere la mano” al venditore per suggellare l’affare. Certe cose, anche ai tempi di Internet, non cambiano.
“Il ruolo dei dealer – sottolinea Vincenzo Bozzo, amministratore delegato di Autoscout24 Italia – rimane centrale in Europa, dove l’empatia con il venditore, soprattutto nei Paesi latini, è fondamentale per concludere un affare. D’altro canto non si può dimenticare come il potenziale acquirente usa tutti i supporti tecnologici più moderni per arrivare ben preparato all’appuntamento con il concessionario. Per questo il dealer del futuro deve essere al passo con i tempi”.

Fonte: pneurama.com

mercoledì 2 settembre 2015

Continental testa la prima auto con pneumatici con gomma da tarassaco

Continental raggiunge un importante traguardo del suo progetto di ricerca per l’industrializzazione della gomma da Dente di leone (tarassaco) nella produzione di pneumatici. Alla fine dello scorso anno sono stati presentati i primi test in una serie limitata, realizzati con il materiale innovativo che la compagnia ha nominato Taraxagum™, derivante dal nome botanico del Dente di leone (taraxacum). La produzione del primo WinterContact TS 850 P con battistrada realizzato interamente con gomma da radici del Dente di leone fa guadagnare a Continental un importante passo in avanti verso l’obiettivo a lungo termine della produzione più sostenibile e meno dipendente dalle materie prime tradizionali.

“Dopo molti anni di un intenso lavoro di sviluppo insieme al Fraunhofer Institute, siamo eccitati all’idea di vedere i primi pneumatici da Dente di leone sulla strada” ha confessato Nikolai Setzer, membro dell’Executive Board di Continental responsabile della divisione Tire. “Per ottenere risultati di test il più possibile affidabili abbiamo puntato su pneumatici invernali per auto, che contengono una spiccata quantità di gomma naturale. Continuiamo a perseguire l’obiettivo di sviluppare pneumatici con la gomma da Dente di leone per essere pronti a produrli in serie entro i prossimi cinque-dieci anni”. Continental ha a sua disposizione il centro prove del Contidrom a nord di Hannover per test estensivi in condizioni estive. Ciononostante, i primi pneumatici invernali per auto con la gomma da Dente di leone saranno testati al centro di prova di Arvidsjaur in Svezia, dove la compagnia abitualmente testa le prestazioni dei suoi prodotti in condizioni prettamente invernali tra dicembre e aprile.

“Il processo di sviluppo del Taraxagum™ finora è stato molto promettente e intendiamo portare avanti il processo di industrializzazione insieme ai nostri partner” ha aggiunto Andreas Topp, responsabile Material and Process Development and Industrialization per penumatici in Continental. “Siamo certi che i risultati raggiunti con i test confermeranno le previsioni e che riusciremo ad ottenere i nostri obiettivi di prestazioni”. Quale risultato della ricerca estensiva condotta con il Fraunhofer Institute di biologia molecolare ed ecologia applicata (IME), il Julius Kühn Institute e la compagnia di selezione delle piante Aeskulap, negli ultimi cinque anni sono stati fatti ottimi progressi verso la coltivazione ad alto rendimento di una specie molto robusta di Dente di leone russo.


Radici di tarassaco
L’obiettivo a lungo termine del progetto di ricerca è di individuare una valida risposta dal punto di vista ecologico, economico e sociale, alla crescente domanda di gomma naturale. Questo allenterebbe la pressione sulle piantagioni di alberi di gomma tradizionali ai tropici. Lo scopo è altresì quello di ridurre la dipendenza dalla gomma naturale che può essere soggetta a significative fluttuazioni di prezzo sulle borse merci. Poter coltivare il Dente di leone in terre attualmente inutilizzate in regioni temperate europee - e quindi vicine agli impianti di produzione di Continental - consentirebbe di ridurre in maniera significativa i costi logistici e il loro conseguente impatto, in termini di m movimentazioni e trasporti, sull’ambiente.

La gomma realizzata dal Dente di leone, chiamata Taraxagum™, ottenuta dalle radici della pianta russa viene sviluppata da Continental e i suoi partner quale alternativa alla tradizionale coltivazione di gomma naturale. Il progetto integrato guidato da Continental include anche progetti finanziati in Germania dal Ministero dell’Istruzione e Ricerca, Nutrizione e Agricoltura. Nel maggio 2014, il progetto di industrializzazione “RUBIN” lanciato da Continental è stato gratificato con il GreenTec Award, un premio legato all’ambiente e al business, per la categoria automotive. Continental ha presentato di recente il case study “Pneumatici del futuro – Sviluppiamo sostenibilità” sugli obiettivi attuali, trend e successi nello sviluppo del pneumatico. 

Fonte: http://www.pneurama.com/

venerdì 31 luglio 2015

IVASS: parte l'archivio informatico integrato antifrode rc-auto

L'IVASS annuncia l'entrata in vigore dal 30 luglio di AIA, Archivio infomatico Integrato Antifrode, in ambito rc-auto
IVASS: entra in vigore

entra in vigore il decreto interministeriale che istituisce l'Archivio infomatico Integrato Antifrode – AIA – gestito dall’IVASS.

L'AIA è uno strumento funzionale alla prevenzione e al contrasto delle frodi assicurative nel settore della responsabilità civile autoveicoli. Sulla base delle informazioni che vi confluiscono, l’AIA elabora, per ciascun sinistro rc-auto, un indicatore di potenziale rischio di frode.

In questa prima fase, confluiscono nell’Archivio le informazioni contenute nellehe dati:
- Banca dati sinistri, Anagrafe testimoni e Anagrafe danneggiati
- Banca dati dei contrassegni assicurativi
- Archivio nazionale dei veicoli
- Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida
- Pubblico Registro Automobilistico
- Ruolo dei periti assicurativi.

In secondo momento, confluiranno nell’Archivio altre basi dati che renderanno disponibili infomazioni riferite prevalentemente ai soggetti coinvolti direttamente o indirettamente nei sinistri, così ampliando la base informativa su cui elaborare l’indicatore di potenziale rischio di frode.

In pospettiva, saranno sviluppate apposite funzionalità per il monitoraggio da parteattività antifrode svolta dalle imprese di assicurazione.

Fonte: http://www.carrozzeriaautorizzata.com/

lunedì 27 luglio 2015

Bici, moto e auto sono i mezzi preferiti dagli italiani

Sono i mezzi trasporto privati quelli che riscuotono il maggior successo tra gli italiani. Biciclette, moto e automobili si collocano infatti sul podio nella graduatoria dei mezzi di trasporto preferiti nel 2014 stilata da Isfort e resa nota dall’Osservatorio sulla mobilità sostenibile Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici). In una scala da 1 a 10, il punteggio ottenuto dalle bicilette è pari a 8,4, al secondo posto si colloca la moto con un punteggio di 8,3 seguita dall’automobile che ottiene un punteggio pari a 8,2. Il mezzo privato dunque ottiene il maggior successo superando di oltre 2 punti il livello della sufficienza. A seguire nella graduatoria si collocano la metropolitana (7,6), il treno a lunga percorrenza (7,3), l’autobus extraurbano (6,6), l’autobus e il tram (6,2) e il treno locale (6). Tra i mezzi pubblici, quindi, quelli su gomma sia urbani che extraurbani ottengono un voto appena sufficiente, mentre la metropolitana e i treni a lunga percorrenza raccolgo un maggior consenso. Uno dei motivi per cui gli italiani prediligono il trasporto privato riguarda senza dubbio le carenze del trasporto pubblico. Sempre secondo quanto riportato nello studio, infatti, considerando un itinerario di circa 15 km il tempo impiegato utilizzando l’auto o la moto è pari a 22 minuti mentre i minuti raddoppiano se si utilizza un mezzo pubblico (42 minuti).



Nonostante la scarsa soddisfazione degli utilizzatori per i mezzi di trasporto pubblici sono però sempre di più gli italiani che sono “costretti” ad utilizzare questi mezzi e a rinunciare, quando possibile, ad utilizzare un mezzo privato. Ciò è dovuto soprattutto alla grave crisi economica che ha determinato una maggior attenzione ai costi, anche a quelli legati alle scelte di mobilità. Una possibile soluzione per contenere i costi d’esercizio degli autoveicoli, ricorda Airp, è l’uso di pneumatici ricostruiti che sono in grado di garantire lo stesso livello di sicurezza ad un costo più contenuto e con un impatto positivo sull’ambiente poiché consentono di dare una seconda vita ai pneumatici ritarandone l’immissione nell’ambiente.

venerdì 12 giugno 2015

Tenneco raccomanda ispezione ammortizzatori nei controlli pre-vacanze

"Molti consumatori comprendono l'importanza di controllare l’olio motore, gli pneumatici e i freni, ma ci sono una serie di elementi nascosti sotto il veicolo che meritano altrettanta attenzione" ha affermato Bill Dennie, vicepresidente e direttore generale Europa aftermarket di Tenneco, proprietario del brand Monroe. "Ammortizzatori usurati possono ridurre la capacità del veicolo di evitare un incidente e un tirante o giunto sferico rotto potrebbero causare una pericolosa perdita di controllo."

Gli ammortizzatori sono progettati per controllare il movimento della molla, che aiuta a tenere gli pneumatici contro la superficie stradale. Senza questa forza di controllo, gli pneumatici hanno più probabilità di perdere trazione, che può ridurre la precisione di sterzata, le prestazioni di arresto e la stabilità del veicolo. Infatti, la presenza di un solo ammortizzatore usurato può aumentare lo spazio di frenata quando si guida su una superficie stradale irregolare.

Un ulteriore ruolo degli ammortizzatori è di controllare il trasferimento del peso del veicolo da davanti a dietro e da un lato all'altro. In curva o durante una manovra evasiva ad alta velocità, il veicolo avrà una naturale tendenza a oscillare perchè il suo centro di gravità cambia. Gli ingegneri Tenneco hanno recentemente eseguito una serie di test che dimostrano gli effetti degli ammortizzatori scarichi in situazioni di guida comuni. Uno di questi test mostra la differenza di reazione tra un veicolo dotato di nuovi ammortizzatori piuttosto che usurati.

Gli specialisti della manutenzione raccomandano che gli ammortizzatori siano accuratamente ispezionati ogni 20.000 chilometri, come parte di ogni sostituzione di pneumatici, allineamento e  riparazione dei freni. Questa ispezione dovrebbe includere anche tutti i componenti dello sterzo tiranteria/sospensioni, compresi i giunti sferici, le testine a snodo, e i bracci oscillanti.

Per ulteriori informazioni riguardanti ammortizzatori e sicurezza del veicolo, consultare il sito www.monroe.com.

Fonte: notiziariomotoristico.com

Cresce nel 2014 la domanda di noleggio a lungo termine aziendale

Complice soprattutto la crisi, ​negli ultimi anni sono molte le aziende che hanno scelto il noleggio a lungo termine (Nlt) per ottenere un drastico abbattimento dei costi operativi.
Secondo l’ultimo rapporto Aniasa (Associazione Nazionale Industria dell'Autonoleggio e Servizi Automobilistici) nel 2014 è proseguita la crescita di volumi nel comparto Nlt (+2,9%), che alla fine dell'anno ha registrato un fatturato da contratti di noleggio superiore ai 4 miliardi di euro.


Secondo le rilevazioni più aggiornate, l’utilizzo del Nlt è ormai consolidato nel 90% delle imprese di grandi dimensioni, percentuale che arriva al 50-60% per quelle di medie e medio-piccola dimensione.
"Le aziende scelgono la formula del Nlt perché consente una pianificazione e un abbattimento ottimale dei costi, fino al 25%" spiega Luigi Elia, Ad di Arearenting (azienda operante nel settore Nlt). "L'Nlt garantisce la certezza dei preventivi senza sorprese e assicura un notevole risparmio rispetto al parco auto in proprietà: un aiuto concreto anche per contrastare l'aumento dei premi assicurativi e la lievitazione dei costi di gestione dell’auto. Un servizio comprensivo di assicurazione, bollo, manutenzione ordinaria e straordinaria, una consulenza e un'assistenza costante che libera l'azienda da problematiche burocratiche.”
Conclude Elia: “È necessario promuovere una nuova cultura meno vincolata alla proprietà e più orientata sull'utilizzo, per una rivoluzione della mobilità" che si estenda anche al segmento di mercato denominato dei privati” .

Fonte: notiziariomotoristico.com

giovedì 11 giugno 2015

Avete controllato gli ammortizzatori per le vacanze estive?


"Molti consumatori comprendono l'importanza di controllare l’olio motore, i pneumatici e i freni, ma ci sono una serie di elementi nascosti sotto il veicolo che meritano altrettanta attenzione", afferma Bill Dennie, vicepresidente e direttore generale, Europa Aftermarket, per Tenneco, produttore di ammortizzatori e componenti sospensione Monroe. "Ammortizzatori usurati possono ridurre la capacità del veicolo di evitare un incidente e un tirante o giunto sferico rotto potrebbero causare una pericolosa perdita di controllo".

Gli ammortizzatori sono progettati per controllare il movimento della molla, che aiuta a tenere i pneumatici contro la superficie stradale. Senza questa forza di controllo, i pneumatici hanno più probabilità di perdere trazione, che può ridurre la precisione di sterzata, le prestazioni di arresto e la stabilità del veicolo. Infatti, la presenza di un solo ammortizzatore usurato può aumentare lo spazio di frenata del veicolo di qualche metro quando si guida su una superficie stradale irregolare.

Un ulteriore ruolo degli ammortizzatori è di controllare il trasferimento del peso del veicolo da davanti a dietro e da un lato all'altro. In una curva o durante una manovra evasiva ad alta velocità, il veicolo avrà una naturale tendenza a oscillare perchè il suo centro di gravità cambia. Gli ingegneri Tenneco hanno recentemente eseguito una serie di test che dimostrano gli effetti degli ammortizzatori scarichi in situazioni di guida comuni. Uno di questi test mostra la differenza nelle caratteristiche di movimento di un veicolo dotato di nuovi ammortizzatori contro uno con ammortizzatori usurati.

Gli specialisti della manutenzione raccomandano che gli ammortizzatori siano accuratamente ispezionati ogni 20.000 chilometri, come parte di ogni sostituzione di pneumatici, allineamento e riparazione dei freni. Questa ispezione dovrebbe includere anche tutti i componenti dello sterzo tiranteria/sospensioni, compresi i giunti sferici, le testine a snodo, e i bracci oscillanti.

Prenotare i viaggi e preparare i bagagli sono due passi importanti nell’organizzazione delle vacanze estive, ma altrettanto importante è ricordarsi di pianificare un controllo di sicurezza completo del veicolo, comprese le parti "nascoste" che svolgono un ruolo fondamentale per aiutare a mantenere la sicurezza al volante.

Fonte:pneurama.com

lunedì 8 giugno 2015

Cardinali: “Mobi-noleggio, la nuova frontiera”

Il mondo del noleggio a lungo termine e delle flotte aziendali si evolverà fino a trasformarsi in mobi-noleggio. Una formula più flessibile e integrata rispetto a quella odierna, in grado di soddisfare le più svariate esigenze di spostamento. Ne  è convinto il vicepresidente di Aniasa, Andrea Cardinali, che abbiamo incontrato a margine del convegno organizzato a Roma in occasione del 50esimo dell’associazione. “L’auto rimarrà centrale, perchè tutte le previsioni più catastrofiche sul suo futuro sono state smentite dai fatti – spiega Cardinali – Già oggi e, a maggior ragione tra 15 anni, sta cambiando il modo di utilizzarla: non è più uno status symbol e il suo l’utilizzo diventa multi-modale, flessibile, condiviso”.
VIDEO: INTERVISTA A ANDREA CARDINALI, VICEPRESIDENTE DI ANIASA

DALLA PROPRIETA’ AL POSSESSO - Lo studio Aniasa-Censis definisce i contorni del noleggio a lungo termine delle flotte aziendali e della mobilità futura. Contorni che Cardinali descrive con una metafora suggestiva. “Il modello sarà simile a quello di una camera d’albergo, dove non ci si fa scrupolo o imbarazzo a utilizzare lo stesso letto e le stesse attrezzature che ha usato uno sconosciuto fino a poche ore prima” illustra il manager .
VERSO IL MOBI-NOLEGGIO - Il futuro è rappresentato dal mobi-noleggio. “Sposo in toto il concetto – conclude Cardinali – : si tratta di un’esperienza di noleggio e di mobilità integrata, basata sulla tecnologia, che consentirà sempre più di avere veicoli connessi con il driver, tra di loro e con le infrastrutture fisse, oltre che veicoli autonomi. Il mobi-noleggio è un modo simpatico per descrivere un’esperienza nella quale, con una sola App del proprio smartphone, sarà possibile prenotare una vettura, un accesso alla ZTL, o un parcheggio sulle strisce blu, e effettuare il pagamento senza alcuna transazione cartacea”. In altre parole, muoversi in totale libertà.
 
Fonte: fleetmagazine.com

Indagine Allianz/Continental: quattro incidenti su dieci nei parcheggi o in retromarcia

Secondo una ricerca congiunta realizzata dall’Allianz Center for Technology (Azt) e Continental, Il 41,7% di tutti i sinistri Rc Auto riguarda vetture che hanno urtato altri veicoli in sostadurante le manovre di parcheggio. La maggior parte di questi incidenti avviene in fase di retromarcia: oltre il 70% dei sinistri e circa l’85% delle richieste di risarcimento. Nell'84% dei casi l’incidente si verifica in uscita da un posteggio, raramente nella fase di ingresso (16%). I conducenti meno giovani (dai 65 anni in su) causano il 33% di incidenti in più durante le operazioni di parcheggio o manovra, rispetto a quelli di età compresa tra 25 e 64 anni.
Negli ultimi dieci anni, il numero degli incidenti che accadono durante le operazioni di parcheggio e manovra è aumentato di oltre il 30%. Questi incidenti costituiscono fino al 44% dei sinistri Rc Auto con danni a cose o persone e il 39% degli incidenti che causano unicamente lesioni", spiega Rüdiger Hackhausen, responsabile sinistri di Allianz.
Il design delle vetture, secondo la ricerca, ne è la principale causa: la visibilità dei conducenti, soprattutto quella dagli specchietti retrovisori e laterali, è stata notevolmente ridotta.

Fonte: notiziariomotoristico.com

venerdì 29 maggio 2015

Benzina e gasolio auto in aprile: consumi +4,3%, spesa in calo

Un nuovo segnale positivo per l’economia italiana viene dai consumi di carburanti auto infatti in aprile i consumi di benzina e gasolio per autotrazione sono aumentati del 4,3% grazie alla sostanziale stabilità degli acquisti di benzina (-0,1%) e ad una forte crescita degli acquisti di gasolio (+6,1%).
Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, il dato di aprile amplifica l’accelerazione in atto nel primo trimestre, che aveva visto i consumi dei due carburanti crescere dello 0,4% in gennaio, dello 0,5% in febbraio e del 2,9% in marzo. L’andamento dei consumi di benzina e gasolio conferma il segnale di inversione di tendenza dell’economia italiana emerso con i dati sulla produzione industriale e sul prodotto interno lordo nel primo trimestre che sono cresciuti entrambi dello 0,3% sul quarto trimestre 2014.
Sull’incremento dei consumi di carburante, oltre alla ripresa dell’economia, influisce anche, nel confronto con i primi mesi del 2014, la diminuzione dei prezzi medi ponderati che nel primo quadrimestre è stata del 10,9% per la benzina e del 12,8% per il gasolio. Secondo le elaborazioni sulla banca dati del Centro Studi Promotor, il contenimento dei prezzi ha fatto si che da gennaio ad aprile, nonostante l’incremento dei consumi di cui si è detto (+4,3%), la spesa delle famiglie e delle imprese italiane per gli acquisti alla pompa sia diminuita di 2,1miliardi.
L’indicazione positiva per l’economia italiana, che viene dagli acquisti di carburanti auto, dipende ovviamente da un maggior impiego degli autoveicoli, ma è anche coerente con la ripresa in atto nelle immatricolazioni di autovetture, che nei primi quattro mesi dell’anno sono cresciute del +16,2%. L’accelerazione negli acquisiti di carburanti è inoltre coerente anche con le prime indicazioni sulle vendite di autovetture in maggio, che sono positive, e con le previsioni del Centro Studi Promotor che ipotizza una prosecuzione e un probabilmente rafforzamento della ripresa per il mercato dell’auto nei prossimi mesi.

Fonte: pneurama.com

martedì 21 aprile 2015

MICHELIN presenta EFFITIRESTM per la riduzione dei consumi



Nell’ambito del Commercial Vehicle Show (CV Show) di Birmigham (Regno Unito), che si è aperto il 14 aprile 2015, MICHELIN solutions ha annunciato una nuova soluzione portatrice di valore per i trasportatori.
Chiamata “EFFITIRESTM con impegno alla riduzione di consumo di carburante”, questa nuova offerta di servizi permette ai fleet manager di gestire l’attività in modo più efficace.

L’offerta EFFITIRESTM consiste, per il trasportatore, nell’esternalizzazione delle attività legate ai pneumatici, che comporta, da parte di EFFITIRESTM, l’impegno a ottenere un risparmio di carburante in seguito a un insieme di controlli e verifiche personalizzati della flotta e delle condizioni operative. Il contratto “EFFITIRESTM con impegno alla riduzione del consumo di carburante” si basa su un prezzo al km (PPK) proposto al trasportatore.
Per usufruire di questo ulteriore impegno da parte di MICHELIN solutions, il trasportatore deve aver equipaggiato il 70 % della propria flotta con un sistema telematico e i mezzi con pneumatici Michelin ad alta efficacia energetica. Nel caso non si ottenessero i risparmi contrattuali, MICHELIN solutions si impegna a rimborsare l’operatore pro rata per i guadagni non realizzati.

Paul DAVEY, Direttore Commerciale di MICHELIN solutions per il Regno Unito e la Repubblica d’Irlanda ha commentato: “Siamo fiduciosi che l’offerta “EFFITIRESTM con impegno alla riduzione del consumo di carburante” permetterà ai nostri clienti di creare valore concentrandosi sul proprio core business. Si potranno inoltre ridurre i tempi di manutenzione delle flotte. Combinando il nostro know-how con l’esperienza di Michelin nel campo dei pneumatici a bassa resistenza al rotolamento, siamo in grado di proporre un modello di riduzione del consumo di carburante calibrato ad hoc”.

MICHELIN solutions si avvale di un’esperienza che deriva dai servizi offerti a oltre 300.000 mezzi, seguiti da 800 esperti che operano in tutta Europa. L’offerta “EFFITIRESTM con impegno alla riduzione del consumo di carburante” comprende l’assistenza stradale 24h/24 con l’impegno all’intervento in meno di due ore.
Con EFFITIRESTM, MICHELIN solutions completa un ecosistema globale al servizio della riduzione del consumo di carburante. Dopo oltre un anno e mezzo di esperienza, MICHELIN solutions ha già permesso alle flotte sotto contratto un’economia di carburante medio di 1,5 l/100 km per mezzo. Tenendo conto dei 2,5 milioni di autocarri per le lunghe distanze in Europa, questa offerta di servizi presenta un potenziale di guadagno di 3.375 milioni di litri di carburante non consumato e 9 milioni di tonnellate di CO2 non emesse nell’atmosfera, oltre a una creazione di valore di 3.375 milioni di euro l’anno per l’industria dei trasporti.

Fonte:pneurama.com

venerdì 27 marzo 2015

Bollo auto storiche: “no” definitivo dalla Legge di Stabilità alle agevolazioni per le ultraventennali. La protesta corre sui social

Bollo auto storiche: “no” definitivo dalla Legge di Stabilità alle agevolazioni per le ultraventennali. La protesta corre sui social
“Bollo” auto storiche: le regioni devono adeguarsi alla nuova Legge di Stabilità approvata nei giorni scorsi dalGoverno. Questo, in buona sostanza, significa che tutti gli automobilisti proprietari di vetture ultraventennali dovrannopagare la tassa di proprietà “piena”.
Tutti: anche quelli che risiedono nelle regioni “dissidenti” che si erano dichiarate contrarie al provvedimento (leggi la notizia) e avevano manifestato la volontà di proseguire nel pagamento del bollo agevolato per auto e moto ultraventennali. Resteranno, come sempre, esentati dagli obblighi contenuti nella nuova Legge di Stabilità i veicoli ultratrentennali.


Ecco, di seguito, quanto indica la Gazzetta Ufficiale dello scorso28 febbraio in materia di tassa di proprietà per i veicoli ultraventennali.

La Legge di Stabilità 2015 (art. 1, comma 666), abrogando i commi 1 e 2, articolo 63, Legge n. 342/2000, ha stabilito che a decorrere dal 2015 è soppressa l'esenzione dal bollo per autoveicoli/motoveicoli "storici", costruiti da oltre 20 anni.
In particolare, rimane confermata l'esenzione dal bollo, prevista dal comma 1 del citato art. 63, a decorrere dal trentesimo anno di costruzione dell'autoveicolo/motoveicolo.
Alcune regioni, prima dell'entrata in vigore della disposizione di cui al citato articolo 1, comma 666, Legge n. 190/ 2014, avevano introdotto l'esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per autoveicoli e motoveicoli di particolare interesse storico e collezionistico ed avevano assoggettato tali veicoli ad una tassa di possesso forfettaria.
Con l'entrata in vigore della Legge di stabilità 2015 dette regioni avevano sostenuto che le norme di favore da esse introdotte continuavano a trovare applicazione, nonostante la legge statale avesse disposto l'eliminazione dell'esenzione dal pagamento.
Con question time 25 febbraio 2015 il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha diversamente precisato che la regione non può disciplinare la materia in contrasto con la norma statale e che, quindi, non può prevedere esenzioni a meno che la legge statale non lo disponga”.


In molti ricordano le proteste sollevate negli ultimi mesi da gran parte dell’opinione pubblica in merito alla decisione (impopolare) del Governo di far pagare il “bollo” pieno anche per i veicoli ultraventennali: un provvedimento destinato, oltre che ad alimentare (come in effetti è stato) notevoli polemiche, anche a creare parecchi malumori negli operatori della filiera.
Va ricordato che il settore delle “veterane” muove decine di migliaia di addetti ai lavori, fra artigiani(meccanici, carrozzieri, elettrauto), club, scuderie e associazioni.
Lo stesso ASI (Automotoclub Storico Italiano) aveva spiegato come il provvedimento del Governo non sarebbe stato di alcuna utilità. Come primo punto, l’Automotoclub Storico Italiano indicava con precisione quanti sono i veicoli ultraventennali che godono delle agevolazioni fiscali: 510.000, “E non già altre entità apparse o comunicate erroneamente su mezzi di comunicazione”. Se, proseguiva l’Asi, si considera che il 15% di questi è stato demolito, poiché non meritevole di conservazione, ed un altro 10% esentato poiché nel frattempo ha raggiunto i 30 anni e come tale meritevole del beneficio anche se non storico, la cifra scende a 375.000 (cifra stimata al 31 dicembre 2013), cioè il 25% in meno: un parco auto che consentirebbe all’erario entrate di 56 milioni di euro provenienti dal pagamento del bollo. In sintesi, la stima Asi prevedeva che sarebbero non più di 50.000 gli automobilisti che deciderebbero in ogni caso di tenersi il proprio veicolo, anche con le tasse “piene”, il che porterebbe lo Stato ad incassare appena 7,5 milioni di euro. Pochissimo in confronto a quanto si verrebbe a perdere, soprattutto riguardo all’indotto.

La volontà di portare avanti la protesta popolare nei confronti del Governo, in effetti, non si esaurisce con l’approvazione della Legge di Stabilità: attraverso i canali social (Facebook in primis: a questo link la pagina dedicata) viene organizzata una grande manifestazione popolare – in programma nelle prossime settimane – con l’intenzione di far sentire la propria voce. Una “marcia su Roma” che finora conta più di 300 adesioni. Staremo a vedere.
 
Fonte:notiziariomotoristico.com

mercoledì 4 marzo 2015

Cura dell’auto: Deotex Plus di Fra-Ber per la manutenzione dell’impianto di climatizzazione


Il fermo dell’auto in officina può regalare al cliente una cura in più: una piccola attenzione alle condizioni dell’impianto di climatizzazione. Un servizio aggiuntivo, da parte dell’autoriparatore, che può tornare utile per fidelizzarsi il cliente; ma anche un intervento rapido e agevole che chiunque può effettuare da sé. Fra le soluzioni di più recente sviluppo in questo senso, Fra-Ber propone Deotex Plus, sviluppato per la sanificazione dell’abitacolo di autovetture, furgoni, veicoli industriali, pullman, camper e roulotte.

  
Deotex Plus di Fra-Ber è un prodotto in grado di eliminare alla fonte i cattivi odori che si formano all’interno del sistema, è profumato e non macchia i tessuti o qualsiasi altra parte con il quale possa venire in contatto. Gli impianti di climatizzazione, infatti, sono soggetti all’aggressione di tutte le impurità dell’aria, che all’interno dell’impianto trovano un ambiente ideale per potersi sviluppare e poi, successivamente, venire diffuse all’interno dell’abitacolo con danni talvolta evidenti per la salute. Per avere aria sana e pulita è necessario procedere a una igienizzazione del condizionatore, operazione davvero semplicissima con Deotex Plus by Fra-Ber, disponibile in vendita nella confezione spray monouso da 250 ml al prezzo indicativo di euro 5,68 + Iva.

Per il corretto impiego di Deotex Plus by Fra-Ber occorre mettere in moto il veicolo e accendere l’impianto di condizionamento con funzione riciclo aria “ON”. Regolare al massimo la ventilazione e aprire tutte le bocchette d’areazione. Appoggiare la bomboletta di Deotex Plus sul pavimento – lato passeggero - facendo attenzione a non rivolgere il getto verso il cruscotto. Premere il tasto di erogazione fino al blocco della valvola. Uscire dall’abitacolo lasciando naturalmente il motore acceso e avendo cura che porte e finestrini siano completamente chiusi. Quando la bomboletta sarà completamente svuotata, lasciare il motore, e l’impianto, in funzione per altri 10 minuti. Al termine, aerare l’interno dell’abitacolo per almeno 5 minuti prima di accedervi nuovamente.

Fonte:notiziariomotoristico.com

Nuove tecnologie automotive: i nuovi sistemi sterzo accelerano il cammino verso la “guida automatica”

“Il tasso di diffusione del servosterzo elettrico nelle regioni sviluppate come Nord America ed Europa è elevato, e i consumatori continuano a chiedere tecnologie innovativeFra le più recenti tecnologie automotive, una in particolare è destinata a farsi ulteriormente strada: l’automazione. Per questo, le Case auto e le aziende fornitrici proseguono nel cammino di investimenti in innovazioni hi-tech. Un recente rapporto elaborato dalla growth company Frost & Sullivan, a questo proposito, indica che una particolare attenzione è rivolta ad “insegnare” ai veicoli a guidare come farebbe un conducente umano: una innovazione che rende ancora più importanti i sistemi che possono sterzare “da soli”. L’analisi Frost & Sullivan, intitolata “Strategic Analysis of Key Focus Areas for Steering Technology “Development”, che fa parte del programma “Automotive & Transportation”, ha avuto l’obiettivo di studiare e analizzare i progressi nella tecnologia dei sistemi sterzo oltre alle partnership strategiche fra Case auto e operatori di primo piano a livello mondiale e il ruolo di queste alleanze sullo sviluppo della tecnologia e sulle prestazioni. In particolare, l’accento è stato messo sulla tecnologia steer – by – wire, destinata – rivelano gli analisti Frost & Sullivan – a diffondersi nell’immediato futuro in una gamma sempre più ampia di veicoli del segmento “premium”. Nello stesso tempo, l’analisi Frost & Sullivan ha anche previsto che saranno sempre di più i SUV, MPV e pickup che saranno equipaggiati con sistemi EPS di servosterzo elettrico.

- spiega Manish M. Menon, analista di Frost & Sullivan - Di conseguenza, le funzioni avanzate di servosterzo elettrico come i sistemi di allarme per il mantenimento della corsia e la compensazione in caso di vento laterale sono destinati a farsi strada strada in tali mercati”. 

Intanto, l’analisi Frost & Sullivan indica che anche i mercati emergenti sono alla ricerca di nuove tecnologie automotive, ma a prezzi inferiori: questo perché i clienti sono dell’avviso che i moderni dispositivi di servosterzo elettrico abbiano costi superiori in confronto alle tecnologie concorrenti, quali il servosterzo idraulico o quello elettroidraulico. In questi mercati, ci sono ampie possibilità di impiego per i sistemi low cost di servosterzo elettrico a colonna, poiché i consumatori sono disposti ad accettare dei compromessi su certe caratteristiche, come rumore, vibrazione e durezza, per un miglior prezzo.

Un altro segmento dall’ampio potenziale non ancora sfruttato, mette in evidenza lo studio Frost & Sullivan, è rappresentato dal servosterzo elettrico per impieghi heavy duty. La maggior parte dei veicoli commerciali utilizzano ancora il servosterzo idraulico o elettroidraulico, poiché i sistemi di servosterzo elettrico tradizionali non sono stati in grado di superare la barriera dei 15 kilonewton (kN). Sebbene i pickup Ford F-150 e Ram 1500 siano dotate di servosterzo elettrico, i produttori devono fare ulteriori investimenti per renderne possibile l’adozione su vasta scala nell’ambito dei veicoli pesanti“C’è di più: le maggiori probabilità di successo nello sviluppo di soluzioni sterzo pensate per la guida automatica andranno alle aziende produttrici in possesso di chiare e concrete strategie rivolte a mitigare la perdita di assistenza alla guida – prosegue Manish M. Menon - Se da una parte l’attenzione complessiva verso lo sviluppo di sistemi sterzanti allo stato dell’arte e senza conducente per tutti i segmenti di veicoli aumenterà, anche le innovazioni volte a migliorare la sensazione dello sterzo nei veicoli a guida manuale continueranno a progredire”.

fonte:notiziariomotoristico.com

Sicurezza stradale: GroupAuto promuove “Sulla strada giusta” insieme ad Arval

Anche le realtà che animano la filiera automotive si dimostrano attente alle questioni legate alla sicurezza stradale. Un esempio (l’ultimo in ordine di tempo) arriva in questi giorni da GroupAuto, gruppo di acquisto specializzato in ricambi e attrezzature, che ha scelto di dare il proprio sostegno a “Sulla strada giusta”, progetto ideato da Arval con l’obiettivo di affiancare l’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze nel supporto ai bambini vittime di incidenti stradali. Va ricordato, a questo proposito, che la collaborazione fra GroupAuto Italia e Arval Service Lease Italia SpA (azienda di noleggio a lungo termine, presente con una flotta di più di 140.000 veicoli) ha avuto inizio nel 2013, con l’individuazione di GroupAuto Italia da parte di Arval come partner strategico, nell’ambito di un rinnovamento delle politiche di gestione e riparazione del suo parco veicoli. Il contratto Arval – GroupAuto Italia ha previsto una intensa attività di progettazione, revisione e trasformazione dei processi di gestione, con un impatto importante sui network di officine e di ricambisti convenzionati.

Più nel dettaglio, “Sulla strada giusta” vuole garantire ai bambini vittime di incidenti stradali un’assistenza pediatrica specifica sempre più all’avanguardia: in questo caso, il Trauma Center pediatrico dell’Ospedale Meyer di Firenze rappresenta il primo sistema organizzato per la gestione e la cura delle lesioni traumatiche pediatriche in Italia e dà risposta a circa 8.000 accessi traumatologici all’anno.

L’adesione di GroupAuto Italia al progetto si concretizza con l’acquisto di attrezzature specialistiche per intervenire nelle emergenze, in tempi brevi e con modalità non invasive e più efficaci. E’ chiaro che l’iniziativa intende puntare il dito sull’importanza della cultura sulla strada, intesa come attenzione verso la sicurezza stradale, anche nei confronti degli automobilisti: uno degli obiettivi di “Sulla strada giusta” è la sensibilizzazione di questi ultimi, offrendo loro spunti e consigli pratici per una guida virtuosa e sicura. Tra questi, GroupAuto ricorda l’importanza della manutenzione dei veicoli, che deve essere eseguita in modo corretto e puntuale da autoriparatori competenti, che operino a norma di legge e usando solo ricambi di qualità.

Fonte:notiziariomotoristico.com

Gli italiani e l’auto: i giovani la preferiscono berlina, diesel e a marchio Fiat


Una recente indagine promossa dal portale Web automobile.it e condotta dall’istituto di ricerca GfK Eurisko rivela che, su un campione di 250 automobilisti italiani di età compresa fra 18 e 30 anni, il tipo di vettura preferito è la berlina. Più nel dettaglio, il sondaggio – che prevedeva una domanda sulle esigenze e preferenze per i “baby driver” al momento dell’acquisto di una nuova auto – ha rivelato che la berlina a due volumi (dunque con il portellone) risulta la preferita dal 42% degli intervistati, davanti a citycar e utilitarie (22%) e al segmento SUV, crossover e 4x4 (preferita dal 13% degli intervistati).






Le risposte dei giovani automobilisti italiani rivelano un chiaro segno di mutamento nei costumi: un tempo, la “berlina” veniva considerata come un tipo di automobile classico ed elegante; l’evoluzione delle linee ha fatto sì che il concetto di “berlina” faccia maggiormente perno sulla funzionalità, tanto che questo tipo di vettura è diventata una “due volumi e mezzo” con la forma da berlina e il portellone da station wagon, puntando ad offrire praticità e limitando le ripercussioni su costi, peso, aerodinamica e consumi. Quindi l’intramontabile berlina non è più solo l’auto di papà, ma anche quella che i giovani amano di più. Lo ha dichiarato ben il 42% degli intervistati.

D’altro canto, le esigenze di funzionalità e praticità di utilizzo rappresentano “voci” di grande importanza per i giovani che si preparano all’acquisto di un’auto. Che sia nuova o usata non importa, le piccole dimensioni di citycar e utilitarie, i prezzi competitivi e le basse emissioni le rendono il secondo mezzo favorito dai ragazzi (22%) per spostarsi comodamente e trovare velocemente parcheggio. Infatti soprattutto per i neopatentati è di certo la tipologia di auto più maneggevole e meno impegnativa per fare un po’ di pratica. Anche le giovani donne prediligono le autovetture più piccole, indispensabili per potersi muovere tra le superaffollate e molto trafficate vie cittadine e sicuramente più a loro misura (33%).

Riguardo a SUV, crossover e fuoristrada, preferiti dal 13% degli intervistati, in questo caso la scelta nasce da desideri psicologici di tempo libero e avventura: di conseguenza, la necessità di possedere un’auto versatile con la quale affrontare anche condizioni inusuali come percorsi innevati e strade sterrate sono i tratti distintivi del giovane uomo  italiano.
Relativamente alle caratteristiche che deve possedere un’auto, il sondaggio automobile.it – GfK Eurisko ha preso in considerazione le più rilevanti: numero di porte, tipologia di motore e tipologia di trasmissione. Il 61% è per l’indiscutibile comodità delle 5 porte. Il 42 % è per risparmiare un po’ sul consumo di carburante optando per il motore diesel e l’82% è per il buon vecchio cambio manuale.

Per concludere, l’indagine di automobile.it e GfK Eurisko si è anche occupata di conoscere quali sono le Case auto verso le quali i giovani automobilisti tendono ad orientarsi. In questo caso, la preferita è Fiat (30%), seguita da Volkswagen (21%) e Audi (19%).Tengono bene ancheToyota (17%),BMW (13%) e Ford (12%).

Fonte:notiziariomotoristico.com

sabato 7 febbraio 2015

I giovani e l’auto: i “baby driver” italiani sono attenti a qualità, prezzo, design ed ecosostenibilità

Lo rivela un sondaggio automobile.it – GfK Eurisko che ha indagato sulle preferenze dei driver italiani dai 18 ai 30 anni. L’auto resta il mezzo di trasporto preferito per il tempo libero e per recarsi al lavoro.

Come guidano i più giovani? Soprattutto, “cosa” guidano? E come vivono il proprio rapporto con l’automobile? A queste domande risponde una recente indagine svolta in partnership dal portale automobile.it e da GfK Eurisko, che hanno intervistato un campione di 250 “baby driver” dai 18 ai 30 anni, per i quali emergono subito alcune “voci” da tenere in considerazione: i giovani automobilisti italiani indicano che tra i fattori principali nella scelta di un’auto la qualità è importante, allo stesso modo del prezzo; altrettanto importanti sono l’aspetto estetico (il design), che dev’essere funzionale alle proprie esigenze, e l’ecosostenibilità.

Tutti ingredienti che concorrono a formare una precisa identità dei giovani automobilisti di casa nostra, per i quali i tempi si evolvono, ma l’attenzione e l’interesse verso l’automobile restano immutati, quasi facciano parte di un patrimonio genetico ereditato da padri e nonni. In poche parole: cambiano i tempi, ma il mezzo di trasporto più utilizzato resta l’auto (il  61% degli intervistati infatti usa l’auto tutti i giorni o quasi per raggiungere il posto di lavoro, tuttavia c’è anche un buon 51% che la usa per il tempo libero, per uscire con gli amici, per andare a fare sport, per fare shopping e anche per vacanze o weekend fuori porta, visto che il 43% dichiara di usarla almeno una volta a settimana). Come dire: non c’è car sharing, autobus, tram o bicicletta che tenga: per i ragazzi, il mezzo migliore per recarsi al lavoro è la cara e vecchia automobile.
Diversamente, l’auto è meno utilizzata per andare e tornare dall’università: orari più flessibili e la posizione spesso in centro città delle Facoltà permettono ai giovani di andare a lezione con i mezzi pubblici o magari anche a piedi; incide sicuramente anche una minore disponibilità economica degli studenti universitari rispetto ai giovani che hanno un lavoro.

La media del numero di Km percorsi in un anno è di 10.700 Km, un buon dato che va di pari passo con la media generale. Ma su quali strade viaggiano i giovani? Il 71% usa la macchina tutti i giorni o quasi soprattutto in città, il modo più comodo - sfidando spesso il traffico e la ricerca del parcheggio - per andare dappertutto. Il 38% la usa così frequentemente anche per guidarefuori città e solo il 5% in autostrada. C’è comunque un buon 54% che macina Km in autostrada almeno due volte al mese.

Quanto ai fattori che maggiormente concorrono nella scelta di un’auto, per i giovani italiani la “voce” più importante è il buon rapporto qualità-prezzo (48%). Tuttavia, anche l’occhio vuole la sua parte: dopo l’economicità del mezzo, risultano di grande importanza anche la linea, il design esterno e lo stile (42%). Terzo elemento da non sottovalutare è l’affidabilità (36%): un’auto affidabile, che sia nuova o usata, si può guidare per molti anni e ha più garanzie di resistenza. A pari merito con l’affidabilità è il fattore consumi - emissioni: tanto più una vettura consuma, tanta più CO2 emette. Per i ragazzi meglio puntare su un’auto dai bassi consumi, ne risente meno il portafoglio e anche l’ambiente.

Fonte: notiziariomotoristico.com